Frontex ha inviato per la prima volta una nave pattuglia nella Manica a sostegno delle operazioni di ricerca e soccorso condotte dalla Francia per le imbarcazioni piccole e sovraccariche che tentano la traversata verso il Regno Unito. Lo ha reso noto l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera in un comunicato pubblicato il 4 settembre.

La nave della Guardia Civil spagnola “Duque de Ahumada” opera al largo della costa francese dalla settimana del 4 settembre. Sarà sostituita a fine settembre dalla “Río Segura”. Secondo la Prefettura marittima per la Manica e il Mare del Nord, con sede in Francia, Frontex invierà complessivamente due navi spagnole tra settembre e ottobre, cui seguirà una nave lituana fino a gennaio. “In risposta alla crisi migratoria in corso nella Manica, Frontex dispiegherà navi pattuglia per integrare temporaneamente i mezzi francesi impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso”, si legge in una nota della Prefettura marittima.

Il dispositivo navale affianca un aereo di sorveglianza che l’agenzia impiega sulla Manica dal 2021. Entrambi i mezzi sono pienamente integrati nel dispositivo di ricerca e soccorso coordinato dal Centro di coordinamento del soccorso marittimo (MRCC) di Gris-Nez, sotto l’autorità del prefetto marittimo della Manche Mer du Nord.

“Questo dispiegamento riguarda una cosa sola: vedere di più affinché le autorità nazionali possano fare di più. Una maggiore consapevolezza situazionale significa decisioni più rapide, un coordinamento più solido e una migliore protezione delle vite umane”, ha dichiarato Hans Leijtens, direttore esecutivo di Frontex, citato nel comunicato.

Compiti della nave e limiti del mandato

Secondo Frontex, la nave ha il compito di individuare, verificare e tracciare le piccole imbarcazioni nella Manica, trasmettendo informazioni precise in tempo reale alle autorità francesi. L’obiettivo dichiarato è fornire alla Francia un quadro più completo di quanto avviene in mare, per consentire decisioni più rapide e informate.

L’agenzia ha precisato che le autorità nazionali restano pienamente responsabili delle attività di law enforcement e delle operazioni di ricerca e soccorso nelle proprie acque. Il ruolo di Frontex è limitato al sostegno tramite sorveglianza e consapevolezza situazionale. L’agenzia ha inoltre sottolineato che il proprio mandato è dedicato esclusivamente alle operazioni di ricerca e soccorso francesi e che non sarà coinvolta in alcun modo in operazioni di intercettazione nell’area marittima.

Non risultano, al momento, reazioni ufficiali da parte delle autorità britanniche o di altri governi europei rispetto al nuovo dispiegamento.

Il contesto delle traversate nella Manica

Ogni traversata della Manica comporta rischi, ha ricordato Frontex nel comunicato: le imbarcazioni sono spesso sovraccariche, le condizioni meteomarine possono cambiare rapidamente e la vita delle persone a bordo resta esposta a pericolo. L’agenzia sostiene le autorità nazionali nel monitoraggio della costa e delle acque comprese tra Francia, Belgio e Regno Unito.

La Manica è diventata negli ultimi anni una delle rotte migratorie più sorvegliate d’Europa, dopo l’aumento delle traversate su piccole imbarcazioni registrato a partire dal 2018. È una delle rotte marittime più trafficate al mondo e le sue forti correnti hanno causato la morte di numerosi migranti nel tentativo di attraversarla dalla Francia verso il Regno Unito. I trafficanti sovraccaricano regolarmente i gommoni, lasciandoli a malapena in grado di galleggiare.

Il numero complessivo di traversate registrato nei mesi estivi è sceso al livello più basso dal 2019. Secondo i dati diffusi dalle autorità britanniche, tra giugno e agosto sono state 102 le imbarcazioni che hanno portato migranti attraverso la Manica, contro le 57 dello stesso periodo del 2019, finora l’anno con il numero più basso registrato. Le organizzazioni di trafficanti sembrano tuttavia aver iniziato a caricare un numero maggiore di persone su un numero inferiore di imbarcazioni, più grandi. Ad agosto la guardia costiera francese ha dovuto soccorrere 157 persone da un’imbarcazione andata a fuoco.

La cooperazione tra Francia e Regno Unito

Il Regno Unito ha annunciato ad aprile che pagherà alla Francia fino a 660 milioni di sterline nell’ambito di un accordo triennale sulla sicurezza delle frontiere volto a ridurre le traversate irregolari della Manica, con una parte del finanziamento legata al raggiungimento di risultati concreti. Lo scorso anno i due paesi avevano inoltre concordato uno schema pilota “uno dentro, uno fuori”, in base al quale la Francia accetta il rientro di persone prive di documenti giunte in Gran Bretagna su piccole imbarcazioni, in cambio dell’impegno britannico ad accogliere un numero equivalente di richiedenti asilo con legami familiari nel Regno Unito.

Un rafforzamento del numero di agenti di polizia impiegati contro le cosiddette “mega dinghies”, le imbarcazioni di grandi dimensioni usate per il trasporto di migranti dalla Francia al Regno Unito, è stato annunciato in vista dell’incontro tra il primo ministro britannico Andy Burnham e il presidente francese Emmanuel Macron a Downing Street. Una portavoce di Downing Street ha riferito che il primo ministro ha aperto l’incontro ringraziando Macron per il prestito dell’Arazzo di Bayeux da parte della Francia, definendolo un simbolo dei legami comuni tra Regno Unito e Francia e un gesto di unità in un mondo sempre più diviso. Passando al tema delle piccole imbarcazioni, Burnham ha affermato che la cooperazione tra i due paesi sta chiaramente funzionando e che le squadre operative stanno facendo progressi nel ridurre il numero delle traversate. I due leader hanno convenuto che sia ora fondamentale estendere questo successo a livello europeo per scoraggiare la migrazione irregolare.

Downing Street ha precisato che le misure per contrastare la tendenza in atto includono il dispiegamento, nelle prossime settimane, di una squadra di rinforzo di 45 agenti sulle spiagge della Francia occidentale, quasi triplicando le risorse presenti nell’area. Interpellata dai giornalisti sul fatto che 45 agenti aggiuntivi possano bastare a fronteggiare le nuove imbarcazioni di grandi dimensioni utilizzate per la traversata, una portavoce di Downing Street ha risposto che si tratta solo di una parte degli sforzi complessivi per contrastare le organizzazioni criminali, adattandosi alle loro tattiche più recenti, e che la misura triplica quasi le risorse francesi in quell’area. La portavoce ha inoltre richiamato la nuova unità di 75 agenti dedicata al contrasto delle traversate, già operativa nel nord della Francia, che porta il numero complessivo di agenti a quasi 1.050.

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